LIBRI

Il potere delle parole - Le parole del potere

Saggio, Flaccovio Editore, Palermo, 1985

Chi è entrato nella Cattedrale di Monreale, si è soffermato su due sepolcri marmorei, che conservano i resti di Guglielmo il Malo e Guglielmo il Buono, due Re di Sicilia della famiglia d'Altavilla vissuti nel XII secolo. Ebbene il Malo fu giusto e amato dal popolo, il Buono deve la sua fama di uomo mite e probo unicamente ai favori che in campo fiscale fece ai baroni, i politici del tempo.

Chi oggi può affermare che il Malo sia stato buono, senza provocare un sorriso, la cui empietà è più grave del torto subito per la memoria del benigno Re di Sicilia? Come sarà ricordato il decreto del governo Craxi, che nel 1984 ha diviso il Paese? Decreto anti-inflazione o decreto taglia-salari? Chi s'aspetta una risposta dai fatti - l'utilità o meno dei provvedimenti governativi sull'economia - è fuori strada. Il decreto assumerà le connotazioni storiche essenziali e giungerà ai nostri nipoti, a seconda delle scelte dei media e della forza con cui le parti batteranno il chiodo sui suoi inevitabili difetti e pregi.

La riforma elettorale proposta nel '53 per garantire i due terzi dei seggi alla lista o liste collegate che riportassero la maggioranza assoluta dei voti validi, è conosciuta come "legge-truffa" nonostante sistemi parlamentari indiscutibilmente democratici adottino leggi elettorali ben più inique (il collegio uninominale in Gran Bretagna).

Domandarsi se il linguaggio debba rispettare i fatti è come domandarsi se ci sia comunismo nel PCI, socialismo nel Partito socialista italiano o cristianesimo nella Democrazia cristiana, o se la storia sia storia di parole piuttosto che storia di fatti… "Piove, governo ladro", si diceva nel dopoguerra per sorridere sull'irriducibile opposizione di principio delle sinistre. "A Fra' che te serve?" si dice da qualche anno - ricordando la generosa e munifica amicizia dei fratelli Caltagirone per l'on. Franco Evangelisti - al fine di giudicare la politica degli anni settanta.

Gli utili idioti e i compagni di strada di Palmiro Togliatti, lo storico steccato di Alcide De Gasperi, le convergenze parallele di Aldo Moro, gli equilibri più avanzati di Francesco De Martino, la politica delle cose di Pietro Nenni disegnano i tratti caratteristici di un ciclo di eventi politici con maggiore forza delle ragioni e qualità dei politici che le hanno pronunciate e degli stessi fatti. Su un campo di traslati le parole del potere atterrano ad occhi bendati, eludendo gli eventi o relegandoli a meri pretesti.